oltre 20mila persone in piazza
È degenerata in violenti scontri con la polizia una manifestazione organizzata a Tirana davanti alla sede del governo albanese. Sono almeno tre i morti, secondo un primo bilancio, e 55 feriti: 30 tra i manifestanti e 25 tra le forze dell’ordine. Sono state oltre 20mila le persone che hanno aderito alla protesta indetta dall’opposizione per chiedere al governo di convocare elezioni anticipate.
GAS LACRIMOGENI – Le forze dell’ordine sono intervenuta con il lancio di gas lacrimogeni per disperdere la folla. Almeno un agente è rimasto ferito nei tafferugli, mentre non si ha notizia di arresti. Il partito socialista, all’opposizione, chiede con forza il ritorno alle urne dopo le dimissioni di Ilir Meta, numero due del governo di Sali Berisha coinvolto in uno scandalo di corruzione.
ANNUNCIATE NUOVE MANIFESTAZIONI – L’opposizione albanese di sinistra non rinuncia alle proteste. «Sabato per noi è un giorno di lutto, in segno di rispetto per le vittime, domenica scenderemo di nuovo in piazza», ha affermato in sereta il leader socialista e attuale sindaco di Tirana Edi Rama: «Sarò in prima fila, a guida delle manifestazioni, per dimostrare che anche il regime più barbaro potrà essere abbattuto senza violenza». Rama ha accusato il governo «quale autore delle provocazioni nei confronti dei manifestanti che hanno poi portato alla loro uccisione». Il leader dell’opposizione ha chiesto alla Procura di «garantire le prove del crimine e di ricostruire tutta la dinamica della protesta», sfociata in violenti scontri con la polizia di fonte al palazzo del governo, che oltre alle tre vittime, ha provocato quasi 60 feriti tra civili e agenti.